idea pedagogica di riferimento

COSTRUIRE   L’APPRENDIMENTO  E’  MEGLIO CHE  ASSIMILARLO  SENZA COMPRENDERLO

(De Beni Michele)

clicca QUI per  ascoltare l’articolo.

Un apprendimento costruttivo è quello che va a modificare le idee preesistenti nella mente dell’alunno, non quelle che vanno ad aggiungersi o a giustapporsi ad esse.

Secondo l’ipotesi della modificabilità cognitiva, punto di partenza di un itinerario di sviluppo delle attività cognitive è la valutazione del potenziale individuale d’apprendimento, che richiama la nozione Vygotskiana di “zona di sviluppo prossimale” (cioè il momento della crescita in cui i bambini hanno bisogno di uno specifico aiuto dell’adulto o del gruppo dei compagni per lo sviluppo di potenzialità che, da soli, non sarebbero in grado di esprimere).

Compito specifico dell’insegnante non consiste quindi nella trasmissione di conoscenze, ma nella stimolazione di una loro comprensione; fare in modo che la scuola siaun ambiente educativo di apprendimento, in cui

OGNI ALUNNO POSSA COSTRUIRE IL PROPRIO APPRENDIMENTO,  (piuttosto che ereditarlo ed assimilarlo senza comprenderlo)  per ARRIVARE AL SUCCESSO FORMATIVO  E  ALLA  PIENA INCLUSIONE ALL’INTERNO DEL GRUPPO.

Si tratta di porre attenzione ai modi e ai processi che gli alunni utilizzano nella costruzione dei propri schemi di apprendimento.

Le esperienze di apprendimento/insegnamento si possono considerare significative quando esse

–    riescono a creare motivazione entrinseca (apprendere per il piacere di apprendere).

–   sono concrete (attività laboratoriali)

–   sono vicine agli interessi degli alunni

–   sono attente alle diverse intelligenze (valorizzandole), presenti nel gruppo classe

–   offrono una pluralità di percorsi, strumenti/sussidi  per il raggiungimento degli obiettivi da parte di tutti gli alunni.

–  portano l’alunno ad avere consapevolezza e controllo dei propri processi e prodotti di apprendimento (strategie metacognitive)

–  portano l’alunno a ragionare attraverso l’uso delle analogie o la soluzione di problemi reali (problem solving)

–  danno la possibilità all’alunno di utilizzare conoscenze ed abilità in situazioni diverse da quelle in cui sono state                                originariamente apprese (capacità di transfer).

e questo lo può fare  solo  UNA SCUOLA CHE … FA PER TUTTI!

4 Risposte

  1. Caro Cristian,
    che bel lavoro hai combinato! Molteplici stimoli didattici per tutti gli insegnanti che si occupano di dislessia. Sono convinto che ci sia sempre più necessità di far ragionare ogni operatore didattico su questo tema perchè devono finalmente finire i tempi in cui la dislessia non era conosciuta ed a scuola si perpetravano numerose ingiustizie nei confronti degli alunni dislessici, non riconosciuti, che venivano considerati “indietro”.
    Complimenti per la tua preparazione e per il sapiente uso delle nuove tecnologie.
    Quando tu eri bambino a scuola al massimo si usavano le filmine o il registratore, ti ricordi? Ma quanto tempo è passato ? Oggi sembra proprio di essere in un altro mondo fra internet e lavagne interattive.
    Dopo i miei più sinceri complimenti ti invito a tener duro perchè la scuola ha sempre più bisogno di insegnanti preparati, creativi ed entusiasti del proprio lavoro.

    Ciao e buon lavoro Sergio

    • Ciaoo maestrooo Sergio!!! …Che content che son!

      Grazie per il commento! Veramente grazie mille !

      Ti devo rimproverare, però ! Ai vostri tempi (che poi erano i nostri anni da alunni) esistevano si, solo diapositive, nastri e registratore, ma si veniva a scuola sapendo che per noi, oltre ai “gruppi” di musica, traforo, recite e tante altre attività pratiche…
      c’era proprio la possibilità di andare tutti insieme a vedere le famose “filmine”: di sotto, negli scantinati, “al strof” e “al’umit” “strucadi come le sardele”, ma con l’entusiasmo a mille! Che bel, ostrega…

      Ora la scuola scoppia di tecnologie e i bambini sembrano sempre più viziati di informatica e spesso mi chiedo però, fino a che punto si divertano, visto che sono tanto “obesi” di moderni strumenti! Ormai non sono più una novità.

      Certamente, grazie a computer, l.i.m e software didatittici per i bambini di oggi l’apprendimento è magari più facilitato e per i dislessici non c’è dubbio rappresentino ottimi strumenti compensativi (di cui un tempo nessuno disponeva), però..

      sempre pensando ai nostri tempi, maestro…la scuola di “una volta” era La Scuola”: un ambiente veramente in cui si imparava facendo e divertendosi e questo grazie alla voglia,alla preparazione e all’entusiasmo che sapevate infondere e trasmettere!

      La scuola di oggi, super moderna (ma non dapertut, sat!) e attenta ai bisogni anche degli alunni dislessici (mi piacerebbe crederlo!), con super insegnanti specializzati e in continua formazione…si riduce alla fine,spesso e volentieri a “ingegnoso spegnitoio” (come afferma Garcia Hoz)!

      schede_schedine_montagne_di_fotocopie_obbiettivi_ proveinvalsie,programmazioni_di_plesso_compartimenti_dipartimentiee,e…

      e_carte_registri_e_registri_e_fax_e_e-mail eeeeeeeeeeequintali_di_risme_di_carta_e_cartaeeee

      E BASTA!!!! Non se ne può più!

      __________

      Insieme a tanti sbagli, spero di riuscire a offrire anche cose buone durante il mio lavoro e per fare questo mi ispiro ogni giorno al Maestro Sergio, al Maestro Antonio, alla Maestra Teresa, al Maestro Leopolodo, al Maestro Roberto e al Maestro Ferruccio

      della scuola elementare di Vigo Meano, negli anni Settanta/Ottanta.

      La scuola che aveva solo nastri,pellicole e diapositive…
      ma che sapeva essere comunque avanti, perchè riusciva a garantire quello che oggi molte volte la scuola non è in grado di offrire: stimoli e attività significative per crescere e imparare divertendosi!

      Ciao maestro, torna a trovarme despes

      e se te g’hai materiai, foto…digitalizza tut che fen na sezion aposta!!

      p.s. pensandoci bene c’era anche un altro strumento: “l’Italia de legn” – come la chiamavamo noi: quella fatta col traforo su un enorme pannello di compensato, dotata di sistema/circuito elettrico (lampadine, batteria, pulsanti e fili) costruita per farci imparare i capoluoghi delle regioni.
      L’era la tua…

  2. Che meraviglia!!!!
    Ci si sente meno soli…. noi abbiamo un blog che gestiamo con i bambini, http://www.bimbisvegli.net
    rimaniamo in contatto??
    ciao!
    Maestro giampiero

    • ciao Giampiero ! faccio un salto nel vostro blog!! è sempre interessante fare rete..Grazie, a presto!!

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